Tende da sole in condominio: quando è possibile installarle

Tende da sole in condominio: quando è possibile installarle

Tende da sole in condominio: quando è possibile installarle

La tanto desiderata estate spesso porta con sé anche qualche disagio, specie per chi abita in condomini pur confortevoli, ma molto spesso limitati dal punto di vista dell’esposizione esterna, a volte sin troppo eccessiva al sole per tutto il giorno, con temperature talmente elevate da rendere invivibile, almeno fino al tramonto, i nostri amati balconi di città.

Uno dei rimedi più comuni per ripararsi dal caldo e, volendo, anche dalla leggera pioggerellina, è la tenda da sole, un economico intervento grazie al quale si può rendere molto più godibile un terrazzo, anche arredandolo come un salottino da giardino, per passare del tempo piacevole senza il fastidio di caldo o luce eccessivi. Se si vive in un palazzo a più piani o, comunque, con diversi altri proprietari o inquilini, prima di procedere all’installazione delle tende da sole, bisogna affrontare il problema del rispetto del regolamento condominiale, per non contravvenire alle disposizioni e non aver nessun torto nei confronti degli altri vicini.

E’ necessario, quindi, partire dalla verifica di ciò che recita il regolamento dell’edificio, tenendo comunque presente che soltanto una normativa approvata all’unanimità potrebbe imporre in maniera obbligata determinate caratteristiche, e tale procedura può essere confermata non solo in sede di assemblea, col beneplacito di tutti i condomini, ma anche con la firma del rogito, quando ogni singolo proprietario acquista il proprio appartamento, approvando, davanti al notaio, anche il relativo regolamento condominiale. In quest’ultimo caso, l’unanimità viene raggiunta con accettazioni differite tra loro, non contestuali come in una seduta assembleare.

Lo step successivo sarà la scelta del colore, per non essere in contrasto con l’estetica dell’edificio e del tratto di via o quartiere, e dalle dimensioni e forme più idonee (ad esempio, tende di una determinata scala cromatica, con specifiche trame o disegni particolari).  Se le caratteristiche delle tende sono contenute nell’ordinamento condominiale, il proprietario potrà installare soltanto quel modello in quei colori, perché, se così non fosse, gli altri condomini lo potrebbero anche citare davanti al giudice, imponendogli la rimozione delle tende.

In assenza di una normativa in tal senso, vige ovviamente una più ampia libertà di scelta, ma la decisione non potrà comunque porsi in netto contrasto con l’estetica del palazzo e dunque è sempre auspicabile raggiungere un accordo condiviso dalla maggioranza dell’assemblea, al fine di evitare future problematiche.

Inoltre, poiché quando si applica una tenda da sole è spesso necessario fissarla alla soletta del terrazzo del piano di sopra, nasce l’esigenza di avere il consenso del proprietario di quell’appartamento, che potrebbe rifiutarsi di concedere parte del suo balcone. Non è obbligatorio chiedere questo permesso in caso di balconi “incassati”, che non sporgono, cioè, rispetto alla parete dell’edificio, piuttosto diffusi nei condomini moderni, poiché la soletta è di proprietà comune ai due proprietari degli appartamenti sovrapposti.

Infine, è bene sottolineare che le tende da sole non sono considerate “nuove costruzioni” e pertanto non serve una licenza edilizia, vale a dire il permesso di costruire. Quindi, non devono essere nemmeno applicate le norme del codice civile che impongono una distanza minima fra le costruzioni (3 metri, anche in verticale). É fondamentale, però, che la tenda sia in stoffa, anche con motorino elettrico o manovella manuale, e non una copertura in plastica o alluminio, per non compromettere la circolazione dell’aria e la fruizione della luce.

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