La tecnologia nelle aziende friulane
Trieste, 11 settembre 2007
La ricerca è stata realizzata da Freedata attraverso un’indagine campionaria che ha complessivamente coinvolto in Italia più di 3.300 micro e piccole imprese, rappresentative di oltre 2.200.000 aziende, 47.966 per il Friuli.
La penetrazione del PC fra le imprese del terziario friulano è superiore alla media nazionale (77,4% contro il 73,8% a livello Italia), ma inferiore di 2,6 punti percentuali rispetto ai valori del Nord Est (80%).
Ancora indietro le micro imprese, mentre il valore sale all’aumentare della dimensione aziendale: tutte le imprese oltre i 10 addetti hanno almeno un PC.
Le aziende del commercio all’ingrosso sono le più informatizzate: l’86,5% di esse possiede almeno un PC. Seguono le aziende dei servizi (84,4%) e in posizione più arretrata i pubblici esercizi (75,4%) e il commercio al dettaglio (61%).
Sostanzialmente in linea con i valori del Nord Est è l’utilizzo di internet in azienda: 3 imprese su 4 ha una connessione al web, valore superiore alla media italiana (che si attesta su un 68,7%). Male invece la presenza di server in azienda: solo il 35,2% delle aziende ne ha almeno uno, rispetto al 46,8% del totale Italia.
Il digital divide
All’interno di ogni settore merceologico sono state individuate tre tipologie di imprese - rispettivamente low-tech, medium-tech e high-tech, sulla base dell’osservazione delle principali differenze che ne caratterizzano il livello di dotazione tecnologica.
Le aziende low tech in Friuli sono circa il 34,1%: in esse il PC è ancora poco presente e la tecnologia è utilizzata in modo marginale. Il valore è comunque nettamente superiore rispetto al totale Italia, in cui la percentuale è di 10 punti superiore.
Le aziende medium-tech sono il 52%, valore ancora superiore rispetto al totale Italia (43,2%), e le high tech sono il 13,9%, più 1 punto percentuale rispetto alla media nazionale (12,7%).
Entrando nel dettaglio della dotazione tecnologica dei singoli settori merceologici, possiamo rilevare una netta distinzione fra due settori tecnologicamente molto avanzati, il Commercio all’ingrosso e i Servizi, e una preoccupante situazione di arretratezza del Commercio al dettaglio e dei Pubblici esercizi.
Sono infatti high tech il 31,6% delle aziende del Commercio all’ingrosso, contro il 18% a livello Nord Est, e il 16,9% delle aziende dei Servizi, valore più che doppio rispetto alla media del Nord Est (6.9%). Sono invece solo il 4,1% i commercianti al dettaglio high tech (nel Nord Est: 12,1%); e nei pubblici esercizi friulani il 38,2% è low tech (contro il 27,7% del Nord Est). Sono proprio i valori negativi di questi due settori che influenzano i dati friulani relativi alla minore penetrazione del PC e del server rispetto all’area del Nord Est.
Investire in tecnologia: un valore solo per chi già ne conosce l’utilità
Costi e sicurezza della tecnologia sono i due fattori che maggiormente preoccupano gli imprenditori friulani.
Ma la vera differenza è ancora una volta fatta dalla distinzione fra aziende low tech e aziende medium e high tech: chi non è dotato di tecnologia non effettua investimenti semplicemente perchè non la conosce e non ne percepisce l’utilità.
I valori medi delle risposte (scala da 1 a 7) evidenziano infatti sistematicamente una posizione nettamente più bassa per questo cluster.
Le azioni che le aziende "tecnologiche" ritengono più urgenti per favorire gli investimenti in ICT sono allora la tutela del libero mercato delle TLC (richiesto da oltre il 70% di esse), nuovo impulso alla formazione (lo chiede il 71,7% delle high tech) un ruolo attivo del sistema associativo nella creazione di occasioni d’affari (priorità per il 68,1% delle medium tech).
Altro capitolo riguarda l’accesso al web: per gli imprenditori risulta fondamentale una più elevata diffusione della banda larga e del Wi-Fi (su una scala da 1 a 7 raggiunge 6,4 il valore per le medium e 5,3 per le high tech) e un più generoso e raggiungibile sistema di finanziamenti e contributi pubblici (5,9 per le medium e 5,7 per le high tech).
"Gli elementi su cui focalizzarsi, espressi anche nel Manifesto per l’Innovazione presentato da Confcommercio alle istituzioni, sono un’attenzione ai temi della connettività, dei finanziamenti, della formazione, per creare le condizioni ottimali entro le quali le aziende già sensibili al tema dell’innovazione possano compiere un vero salto di qualità" – conclude Giorgio Rapari, Presidente di Assintel. "Dobbiamo anche riuscire a lavorare per quei settori che dalla tecnologia sono esclusi, che non investono perchè non ne percepiscono l’utilità. Accanto ad iniziative di diffusione della cultura tecnologica, stiamo agendo anche sulle aziende che offrono tecnologia, portando alla loro attenzione le peculiarità di quei settori, per un approccio maggiormente empatico alle loro esigenze".
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di: cristina pergola
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Inserito il: Sep 12th 2007
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