Il Manneken Pis veste con il panno di Casentino
Sabato 16 febbraio 2008, in linea con la secolare consuetudine, il bronzeo bambino ha indossato un costume d'eccezione, che ha portato in Belgio una delle più antiche e pregiate tradizioni artigiane italiane, il panno di Casentino. Una rappresentanza della Valle del Casentino, assieme all'Associazione Toscani a Bruxelles e agli Amici del Manneken Pis hanno presenziato alla suggestiva cerimonia di donazione dell'abito, svoltasi nella sala Massimiliano d'Austria del comune belga. Ad essa è seguita un'affascinante e caratteristica processione, culminata con la vestizione del piccolo bronzo, che tutt'ora e per quindici giorni indosserà pantaloni, gilet e cappotto del tradizionale tessuto toscano.
Determinante nell'evento il ruolo di Tessilnova, importante azienda toscana che del panno di Casentino ha fatto la sua bandiera, scelta per realizzare espressamente per l'occasione l!abbigliamento che andrà ad arricchire il ricchissimo guardaroba del putto belga. Grande la soddisfazione di Claudio Grisolini, anima creativa di Tessilnova: “Particolare è stato per noi il significato della partecipazione a questo importante evento, dato che ben condensa la filosofia aziendale di Tessilnova: da un lato fortemente radicata nella tradizione del nostro territorio, dall!altro rivolta verso il futuro e l'internazionalizzazione”.
Gli abiti in Casentino realizzati da Tessilnova saranno esposti, assieme agli altri 804 costumi che hanno abbigliato il Manneken Pis nel corso dei secoli, nel Museo della Maison du Roi, che si affaccia sulla centralissima Grand Place di Bruxelles.
STORIA DEL PANNO DI CASENTINO
La storia del “panno grosso del Casentino” comincia nel Medioevo, tempi in cui una stoffa così resistente all'usura e alle intemperie non si era mai vista.Ricavato dalle lane delle pecore delle montagne dell'alta valle dell'Arno, veniva usato soprattutto dai barrocciai per coprire i cavalli. La sua ascesa ebbe inizio a Firenze al tempo del governo dei Medici. Successivamente, la stoffa "Casentino" (soprattutto nel classico colore arancio) fu apprezzata dai signori locali, proprietari terrieri e ricchi commercianti, che lo ritenevano perfetto per andare a caccia o per montare a cavallo. Ancor oggi, gli appartenenti alle famiglie nobiliari portano il cappotto casentino "Arancio" confezionato a doppio petto, con martingala e collo di volpe. Negli anni '30 e '40, questo particolarissimo tessuto fu riscoperto dai signori e dalle signore dell'alta società amanti dell!eleganza, che ne fecero cappotti sì dal taglio classico, ma resi straordinari dai due tipici colori arancio e verde bandiera. Da allora, la strada verso il totale riconoscimento delle sue qualità fu tutta in discesa: all'inizio del Novecento, esso era indossato dal Maestro Giacomo Puccini, dal futurista Thayaht e da moltri altri personaggi illustri, mentre oggi viene scelto da firme prestigiose dell'alta moda come Roberto Cavalli, Pierre Cardin, Lorenzo Riva, Versace, Armani, Dolce e Gabbana.
Ufficio stampa e contatti con i media:
Moneypenny srl
Direttore Responsabile Simona Artanidi
Via delle Lame, 113 a - 40122 Bologna
Tel. 051.5870750 Fax 051.5870752
http://www.moneypennyitalia.it
info@moneypennyitalia.it
Informazioni sull'azienda e/o sull'autore:
Ufficio stampa Tessilnova
Dati sul comunicato:
di: moneypenny-italia
Visto: 338 volte.
Totale Parole: 576
Inserito il: Feb 22nd 2008
Voti: Non ci sono voti
