Casartigiani plaude alla consula delle imprese di Napoli
Quale contributo la Consulta provinciale delle imprese può dare all'artigianato?
La classe politica ha da sempre considerato l'Artigianato come la cenerentola dell'economia. Si fa poco per un settore che a Napoli e provincia registra 30 mila imprese con circa 160 mila addetti e che produce prodotti di alta qualità, parte integrante di quel made in Italy apprezzato in tutto il mondo.
Grazie alla Consulta stiamo avanzando insieme alle altre Associazioni datoriali delle proposte per risolvere le problematiche comuni. Occorre che Comune, Provincia e Regione prendano in considerazione seriamente tali proposte. Solo così, potremo raggiungere dei buoni risultati. Tra gli argomenti trattatati dalla Consulta vi sono la formazione, la sicurezza, la legalità, la semplificazione amministrativa, il forum delle culture 2013, il piano strategico, l'aiuto alle imprese ecc..
Secondo Lei quali tra questi dovrebbero trovare al più presto una risposta da parte della classe politica?
La sicurezza è senz'altro al primo posto, intesa non solo come repressione della criminalità ma anche come ripristino dell'educazione e del senso civico. Altro tema prioritario è la formazione. Il comparto dell'artigianato in Campania manca di personale specializzato.
Occorre porre fine all'assistenzialismo che la Regione ha praticato fino ad ora. I bandi, spesso, fanno riferimento a figure professionali inutilizzabili dalle aziende. Formazione significa preparare i giovani al mercato del lavoro attraverso stage, apprendistato, ecc. Per comprendere davvero il fabbisogno professionale delle imprese è necessario analizzare il mercato.
Si può creare personale specializzato anche senza il ricorso a fondi ma con la realizzazione di intese o convenzioni tra università e imprese e patti tra le istituzioni.
Cosa si aspetta dalle istituzioni?
Comune, Provincia e Regione dovrebbero considerare la Consulta come un laboratorio di idee per poi confrontarsi in un tavolo unico per realizzare insieme politiche di crescita economica.
Mi aspetto pertanto una concertazione che non sia solo di facciata, come è avvenuto fino ad ora.
Nell'ambito della semplificazione amministrativa quale questione necessita di una soluzione urgente?
Quella relativa alla diversità di procedure che ciascuna Asl, presente nella città di Napoli, prevede per l'apertura di un'impresa.
L'Asl di Soccavo, ad esempio, ha un regolamento e una modulistica differenti dall'Asl di Pianura. Occorre uniformare al più presto tali procedure.
Le organizzazioni aderenti alla Consulta provinciale delle Imprese di Napoli:
Casartigiani • Ascom-Confcommercio • Cna • Coldiretti • Compagnia delle Opere • Confagricoltura • Confapi • Confartigianato • Claai • Confcooperative • Confederazione interprovinciale italiana agricoltori • Confesercenti • Lega cooperative • Unione Industriali • Agci.
intervista di Antonietta Sanseviero - Unione Industriali Napoli
Informazioni sull'azienda e/o sull'autore:
La Consulta provinciale delle Imprese di Napoli, nasce nel 2006.
La consulta è composta dai massimi vertici e riferimenti delle principali organizzazioni datoriali, componenti del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, nonchè firmatarie dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro.
Fanno parte della Consulta:
Casartigiani • Ascom-Confcommercio • Cna • Coldiretti • Compagnia delle Opere • Confagricoltura • Confapi • Confartigianato • Claai • Confcooperative • Confederazione interprovinciale italiana agricoltori • Confesercenti • Lega cooperative • Unione Industriali • Agci
Dati sul comunicato:
di: Fabrizio Luongo
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Totale Parole: 457
Inserito il: Sep 16th 2008
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